Scritture migranti https://scritturemigranti.unibo.it/ <p><strong>Scritture migranti – ISSN 2035-7141</strong> si prefigge una risposta politica, partecipata e praticabile, alle difficili sfide di un mondo in trasformazione, dove il movimento, la fuga, l’espatrio, e le loro impronte sull’immaginario, segnano la mondialità dinamica delle traiettorie migratorie.</p> Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica – FICLIT, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna it-IT Scritture migranti 2035-7141 Luca Wu. Trasferta bolognese https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14567 <p>Onofrio Catacchio, fumettista e illustratore, ha creato questo disegno ispirato al detective Luca Wu di Andrea Cotti.</p> Onofrio Catacchio Copyright (c) 2022 Onofrio Catacchio https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 152 153 10.6092/issn.2035-7141/14567 Non nel mio cortile, o di nemby e nimby https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14568 <p>Il racconto nasce dall’osservazione della città di Livorno e delle sue dinamiche, un tema che è oggetto di uno dei miei filoni di ricerca narrativa, al quale ho già dedicato alcuni reportage. In questo lavoro focalizzo l’attenzione sulle migrazioni e sul porto, incrociando i fili di diverse storie che hanno attraversato e attraversano la città. Livorno infatti nasce per statuto come città delle genti, a partire dalla Costituzione livornina, del 1593, e attorno a questa origine ha modellato la sua identità di città dell’accoglienza. Partendo da I volontari livornesi, un dipinto di Cesare Bartolena, che ritrae la partenza di volontari garibaldini dalla spiaggia di Calambrone nel 1860, il racconto si muove sulla direttrice del lungomare di Livorno, esaminando e intersecando diversi avvenimenti, naufragi, aneddoti, navi bloccate in porto, piccoli incidenti, isole di plastica, fusti tossici, fino a tornare sulla spiaggia di Calambrone, con un recente episodio di cronaca nera, in un rovesciamento deformato del dipinto analizzato in apertura.</p> Veronica Galletta Copyright (c) 2022 Veronica Galletta https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 154 167 10.6092/issn.2035-7141/14568 Una tomba per un delfino. Traduzione e nota di Giulio Carlo Pantalei e postfazione di Ugo Fracassa https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14569 <p>Pubblicato a Londra nel 1956 in lingua inglese e mai uscito in Italia, <em>A Grave for a Dolphin</em> ricapitola i tratti salienti dell’esperienza letteraria, medica e coloniale del duca Alberto Denti di Pirajno, autore eclettico e per molti versi ancora da scoprire in patria alla metà del Novecento. I contributi proposti tentano un’incursione nel vivo della scrittura di Denti: il primo, di Giulio Carlo Pantalei, offre un saggio di traduzione preceduto da una nota sullo stile, sulla lingua e sui modelli letterari; il secondo, di Ugo Fracassa, ne ricostruisce l’avventurosa vicenda critica, biografica e ricettiva (da Montale a David Bowie) mettendo a fuoco temi e strutture dell’opera.</p> Alberto Denti di Pirajno Copyright (c) 2022 Giulio Carlo Pantalei; Ugo Fracassa https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 168 194 10.6092/issn.2035-7141/14569 An Interview with Tom Benjamin. Crime Fiction and Transnationality https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14565 <p>Born in London, Tom Benjamin worked as a journalist before becoming an internationally renowned writer of crime fiction. His debut novel, <em>A Quiet Death in Italy</em> (2019), is set in Bologna and features a detective of English origin – Daniel Leicester – working together with his Italian in-laws. <em>The Hunting Season</em> followed in 2020, while <em>Requiem in La Rossa</em> – the third volume of what is quickly becoming a saga – is due to appear at the end of 2021. Anna Baldini met the author in Bologna, where he currently lives with his Italian wife, on a sunny afternoon of mid July. The two of them investigate the crucial role played by transnational mobility for the author’s writing process, how it has been crucial to better understand and cope with cultural differences existing between his two realities.</p> Tom Benjamin Anna Baldini Copyright (c) 2022 Tom Benjamin, Anna Baldini https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 130 141 10.6092/issn.2035-7141/14565 Scrivere un “noir intercuturale”. Conversazione con Andrea Cotti https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14566 <p>Andrea Cotti è scrittore e sceneggiatore. Ha scritto narrativa per ragazzi (<em>Francesco vola</em>) e poesie (<em>Da quale fuoco</em>), ma ha una particolare passione per il giallo (menzioniamo, tra gli altri, <em>Un gioco da ragazze</em>, adattato anche in forma cinematografica), che lo porta ad essere uno degli sceneggiatori delle serie <em>L’ispettore Coliandro</em> e <em>Squadra Antimafia</em>. È autore della serie dedicata al detective italo-cinese Luca Wu, composta ad oggi da un racconto, <em>Bologna dall’alto è bellissima</em> (2016) e due romanzi editi da Rizzoli, <em>Il cinese</em> (2018) e <em>L’impero di mezzo</em> (2021). Con Silvia Baroni dialoga sulla costruzione del detective interculturale Luca Wu e sul noir come mezzo per indagare la realtà.</p> Silvia Baroni Andrea Cotti Copyright (c) 2022 Silvia Baroni, Andrea Cotti https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 142 151 10.6092/issn.2035-7141/14566 Introduction. Narratives of Mobility in the Crime Genre https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14558 <p>This issue of <em>Scritture migranti</em> (15/2021) aims to investigate a phenomenon that is highly characteristic of contemporary crime fiction on a global level: the representation and thematization of multiculturalism, mobility across borders, and transcultural identities. Thanks to its international circulation and its ability to highlight social and political issues throughout the lens of the investigation, crime fiction offers a privileged perspective through which to observe the encounters and the conflicts associated with migrancy and other forms of social and cultural mobility. As discussed in the introduction, the contributors to this issue reflect on notions such as “cultural identity”, “integration”, and “transnationality” while addressing a range of topics that includes genre blending, the representation of multi-ethnic places, expat writers and characters.</p> Maurizio Ascari Silvia Baroni Sara Casoli Copyright (c) 2022 Silvia Baroni, Maurizio Ascari, Sara Baroni https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 i xiii 10.6092/issn.2035-7141/14558 Il “Codice Torino”: migrazioni di un modello narrativo e trasformazioni dell‘immagine della città sulle tracce di Dan Brown https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14559 <p>Negli anni recenti si assiste a un curioso fenomeno nella letteratura poliziesca: scrittori francesi, inglesi, spagnoli e americani ambientano indagini a Torino, ispirati dai connotati enigmatici e inquietanti di “città esoterica” sede della Sacra Sindone, finora esplorati e sfruttati da autori locali o comunque italiani. L’articolo prenderà in esame un <em>corpus</em> di romanzi polizieschi che attesta la migrazione e rielaborazione de <em>Il Codice da Vinci</em>, assunto da scrittori di origini, formazione ed esperienze diverse, a palinsesto e modello, con il trasferimento di impianti narrativi, strutture finzionali e dinamiche attanziali in un contesto urbano dove il mistero del Graal viene sostituito da quello della Sindone. Ci si interrogherà sulle modalità di rielaborazione del<em> best-seller</em> di riferimento, sugli elementi che fanno di questi romanzi nuove ibridazioni del <em>polar</em>, e sugli esiti che tale tendenza narrativa ha in termini di immagine per la città di Torino.</p> Cristina Trinchero Copyright (c) 2022 Cristina Trinchero https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 1 18 10.6092/issn.2035-7141/14559 Déculturation et multiculturalité dans le roman noir contemporain. Bologne, Limoges, Thessalonique https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14560 <p>L’article vise à l’analyse de la représentation multiculturelle de Bologne, Limoges et Thessalonique dans le roman noir contemporain (1995-2015). Dans ces œuvres, on peut apercevoir tous les problèmes d’injustices sociales des discriminations au détriment des étrangers, qui sont souvent perçus comme une menace pour l’ordre social et la sécurité urbaine. Souvent, la distinction sociale entre autochtones et immigrants est soulignée par une distinction spatiale. Toutefois, au-delà de la violence et de la corruption des villes, dans les romans analysés émerge parfois la prise de conscience que ceux qui peuvent échapper au piège de la monoculture pourront mieux vivre, profiter de possibilités d’enrichissement culturel plus nombreuses que ce n’était possible par le passé. Paradoxalement, angoisses et cauchemars de la société contemporaine cohabitent avec la conscience que l’humanité est constituée de personnes d’origines et de cultures différentes. Les trois villes deviennent aussi des icônes du cosmopolitisme urbain, dans lesquelles il est possible de diagnostiquer les changements d’identité des habitants des villes contemporaines en remarquant les enchevêtrements quotidiens de négociation entre des personnes aux origines culturelles et sociales différentes.</p> Federica Ambroso Copyright (c) 2022 Federica Ambroso https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 19 40 10.6092/issn.2035-7141/14560 Personaggi tra giallo e noir. La diversità etnica nella serialità televisiva crime italiana https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14561 <p>Il saggio mira a investigare le forme di rappresentazione della diversità etnica e culturale nella serialità crime italiana, analizzando le modalità figurative e discorsive tramite cui i personaggi di stranieri, migranti, ecc. sono portati in scena e quali ruoli narrativi ricoprono in queste narrazioni. Si vuole far emergere che, mentre nelle serie poliziesche “all’italiana” (Buonanno 2012) questi soggetti ricoprono i ruoli narrativi della vittima e del criminale e sono caratterizzati in modo stereotipato e semplicistico, nelle produzioni più recenti le forme discorsive e rappresentazionali della diversità etnica hanno subito un’evoluzione. Grazie alla “complessificazione” delle narrazioni seriali e soprattutto al processo di “noirizzazione” (Locatelli 2017) dell’immaginario crime italiano, questi soggetti non solo ricoprono ruoli narrativi finora preclusi, come quello dell’investigatore o dell’antieroe criminale, ma sono rappresentati in modo più eterogeneo e stratificato.</p> Sara Casoli Copyright (c) 2022 Sara Casoli https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 41 63 10.6092/issn.2035-7141/14561 Transculturality in Sicilian Crime Fiction: The Case of Camilleri and Piazzese https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14562 <p>Due to its very nature, crime fiction as a genre lends itself to representing conflicts, asymmetrical relations of power, crisis and violence (Anderson <em>et al.</em> 2012). However, a recent and successful wave of crime fiction has increasingly shifted from an orientalised gaze towards the ‘foreign’ to a transcultural representation of migrant communities that populate the urban landscape. This article concentrates on Andrea Camilleri’s <em>Il cane di terracotta</em> (1996, translated as <em>The Terracotta Dog</em>, 2004) and <em>Il ladro di merendine</em> (1996, translated as <em>The Snack Thief</em>, 2003), and Santo Piazzese’s <em>I delitti di via Medina-Sidonia</em> (1996). It shows that with their reference to a common Mediterranean culture and history (and the concept of homecoming as a counter-narrative for the present anti-immigration rhetoric), these three crime novels shape a transcultural space “hung in the balance between conflict, coexistence, and contaminations” (Cassano 2012, xxxiii) where human beings adapt to each other. Reading these novels through the concept of transculturality as well as Bhabha’s “third space” (1994), helps us understand that these novels are representative of a crime fiction that epitomizes the “uprooted geography” (Chambers 2008) of Mediterranean hybridity. Finally, they are a powerful example of the “re-emergence of the Mediterranean as a transnational region” (Ben-Yehoyada 2017).</p> Barbara Pezzotti Copyright (c) 2022 Barbara Pezzotti https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 64 80 10.6092/issn.2035-7141/14562 Identità in contrappunto: il caso del vicequestore Luca Wu di Andrea Cotti https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14563 <p>Nel suo saggio<em> Culture and Imperialism</em> (1993), Edward Said afferma che l’identità culturale non è un’essenza data ma un insieme di contrappunti che esiste grazie a una serie di opposti, negazioni e opposizioni. Ed è proprio questa la percezione che ha il lettore del vice-questore Luca Wu, personaggio nato dalla penna di Andrea Cotti. Nato a Bologna da una coppia di cinesi migrati in Italia, Luca Wu è italiano e cinese, e allo stesso tempo non è né l’uno né l’altro: la sua identità è in continua ridefinizione, alla ricerca di un confine che possa finalmente dare stabilità al suo essere. Eppure, è proprio grazie al suo essere in un <em>entre-deux</em> culturale che riesce a penetrare i misteri dei due casi che gli si presentano ne <em>Il Cinese</em> e <em>L’impero di mezzo</em>. L’articolo indaga su quali elementi viene costruita questa identità in contrappunto di Luca Wu e come questi interagiscano con i codici del genere noir.</p> Silvia Baroni Copyright (c) 2022 Silvia Baroni https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 81 104 10.6092/issn.2035-7141/14563 Le polar “argenol” de Carlos Salem: un exemple de récit transnational https://scritturemigranti.unibo.it/article/view/14564 <p>Lassé des dérives du gouvernement de Raúl Alfonsín dans lequel il avait pourtant placé de grands espoirs, Carlos Salem (Buenos Aires, 1959) quitte l’Argentine en 1988. Depuis cette date, il vit en Espagne, dans un premier temps à Ceuta et Melilla puis, depuis 2000, à Madrid où il a décidé d’abandonner le journalisme pour se consacrer à sa carrière d’écrivain. « Hombre de dos orillas », Salem semble avoir résolu la question de son identité transnationale en optant pour un entre-deux : il se considère « argeñol, hombre de ninguna parte y de todas a la vez ». Contrairement à plusieurs de ses compatriotes qui situent l’intrigue de leur romans policiers dans leur Argentine natale, Carlos Salem a choisi de situer ses récits policiers en Espagne, et en particulier à Madrid, devenue sa patrie d’adoption. Il est d’ailleurs considéré comme l’une des voix les plus originales du polar espagnol ultra-contemporain. Malgré cet exil littéraire, Salem n’a pas renoncé à son « argentinité » : plusieurs personnages d’Argentins expatriés lui permettent de maintenir un lien culturel et identitaire avec sa patrie natale à l’intérieur de ses fictions policières. Par ailleurs, le motif du voyage est central dans plusieurs de ses romans et en particulier <em>Camino de ida,</em> son premier roman, qui reproduit le parcours de l’auteur entre l’Argentine, le Maroc et l’Espagne. Or, c’est incontestablement la transnationalité de l’auteur, relayée par ses personnages eux-mêmes transnationaux, qui lui permet de porter un regard inédit sur la réalité espagnole.</p> Emilie Guyard Copyright (c) 2022 Emilie Guyard https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0 2022-03-16 2022-03-16 15 105 129 10.6092/issn.2035-7141/14564