Call for papers Scritture migranti 20

2026-02-06

Teatro migrante: definizioni, estetiche, esperienze e rappresentazioni

 

La rivista «Scritture Migranti» invita ricercatrici e ricercatori a proporre contributi per il ventesimo numero della rivista, diretto da Florinda Nardi e Paola Ranzini, dedicato al tema: Teatro migrante: definizioni, estetiche, esperienze e rappresentazioni.

I contributi studieranno il teatro migrante nelle sue diverse accezioni e cioè come teatro dei migranti (teatro come creazione di artisti immigrati o di seconda generazione, teatro come creazione di compagnie che accolgono artisti stranieri al fine di favorire un incontro fra culture, teatro come luogo di creazioni amatoriali e attività legate all’associazionismo sociale con finalità di integrazione) ma anche come teatro sui migranti, creazioni, non necessariamente opera di artisti migranti, in cui sia posto in primo piano il tema della migrazione, nelle varie sfaccettature e secondo le due opposte prospettive (cioè dal punto di vista delle persone migranti o da quello opposto di coloro che accolgono le persone migranti).

La definizione di ‘migrante’ in ambito letterario o, più generalmente, artistico ha avuto infatti un’estensione significativa in questi ultimi decenni comprendendo creazioni che non sono necessariamente opera di artisti migranti né rappresentative del loro punto di vista. Tale definizione può dunque abbracciare tanto rappresentazioni di soggetti legati alla migrazione che si fondano su un immaginario collettivo quanto narrazioni di un vissuto in prima persona, opere con finalità empatiche o di denuncia.

La necessità etica del teatro migrante risiede nel suo essere una forma di rappresentazione e narrazione alternativa rispetto ai discorsi e alle immagini che i media impongono sulla migrazione e sulle culture della migrazione. Del resto, è proprio per via del trattamento di tale tema nei media che il termine stesso di ‘migrante’ ha avuto un’evoluzione semantica passando da un significato ampio e neutro, indicante un concetto di mobilità e di spostamento, a un significato molto più ristretto legato alle crisi socio-politiche degli ultimi decenni e indicante dunque uno spostamento a senso unico da aree geografiche del sud verso paesi ricchi del mondo occidentale.

Dal punto di vista estetico, tali produzioni si inscrivono in una molteplicità di forme e modelli, volutamente legate a un’alterità, in riferimento alla cultura con cui esibiscono un legame più o meno profondo, o espressione di nuove forme sperimentali. In ogni caso, il teatro migrante è il più delle volte portatore di innovazioni formali che le diverse tradizioni del teatro occidentale accolgono e fanno proprie.

Riferito al teatro, l’aggettivo migrante non indica dunque né un approccio unitario né un corpus delimitato di produzioni. “Teatro in cui la parola viene data a coloro che si designano quali migranti” potrebbe senza dubbio essere la qualità (o l’intenzione) principale comune a tutte le produzioni. Ma giustamente non precisa come questa parola venga fatta propria dai soggetti in questione per parlare di sé, o se altri prendono la parola per loro.

Tematiche di interesse

  • Questioni terminologiche per una definizione delle molteplici e complesse fenomenologie del teatro migrante
  • Questioni estetiche: come rappresentare la migrazione? Dialogo interculturale con i protagonisti, teatro di testimonianza, teatro finzione, teatro documentario, teatro intermediale, come rappresentare la migrazione?
  • Interculturalità nella prassi: esperienze condivise, compagnie miste, scritture “a quattro mani” modalità e metoologie di lavoro
  • Analisi delle opere di artisti migranti
  • Analisi di opere che hanno per oggetto l’esperienza migratoria
  • Questioni linguistica insita nella loro identità linguaggi usati
  • Percorso o prodotto teatrale: attore sociale e laboratorio
  • Attività di formazione nelle scuole e nei contesti sociali

Generi degli interventi

Oltre al tradizionale saggio critico, saranno accettate interviste di artisti così come testimonianze dirette di artisti.

Accogliamo contributi che adottino una prospettiva transdisciplinare, provenienti da campi di studio, oltre al teatro e la letteratura, anche come sociologia, musicologia, linguistica, studi culturali, media studies, studi postcoloniali e altri ambiti pertinenti. Sono particolarmente incoraggiati approcci comparativi e internazionali.

 

Modalità di invio

Le proposte (max 1.500 battute), complete di una breve nota biografica (max 500 battute), dovranno essere inviate entro il 30 marzo 2026 agli indirizzi email seguenti:

redazione.scritturemigranti@unibo.it

florinda.nardi@uniroma2.it

paola.ranzini@univ-avignon.fr

L’accettazione sarà comunicata entro 15 aprile 2026

Gli articoli (in italiano, francese, inglese) accettati dovranno essere consegnati entro il 31 agosto 2026.