CFP Scritture migranti 21 (2027)
Call for Papers – Scritture Migranti, No. 21 (2027)
Border Studies and Contemporary Literature
Con una sezione speciale dedicata alla figura di Gazmend Kapllani
A cura di Paola Del Zoppo e Fabio M. Rocchi
La rivista Scritture Migranti dedica il suo ventunesimo numero al tema del confine, esplorato attraverso la lente dei Border Studies nel dialogo con voci e forme della letteratura contemporanea.
Negli ultimi decenni, i Border Studies hanno mostrato come il concetto di confine oltrepassi la dimensione geopolitica. Oggi le frontiere sono territoriali e marittime, ma anche linguistiche, culturali, di genere, sociali e mediali. Inteso come spazio dinamico e diffuso, il confine diventa luogo di attrito e passaggio in cui si producono nuove identità, asimmetrie di potere e forme di resistenza. In questo scenario, la letteratura contemporanea non si limita a raccontare delle barriere, anzi, sceglie di abitarle e esaminare dall'interno il passaggio, trasformando esilio, diaspora, traduzione e negoziato identitario in pratiche di scrittura. La pagina testuale emerge così come atto critico, capace di svelare meccanismi di controllo e immaginare nuove forme di coesistenza.
Intendiamo raccogliere contributi che, attraverso un approccio comparativo e internazionale, indaghino questo legame dialogando con le teorie postcoloniali, la geocritica e gli studi sulle mobilità globali. Sono particolarmente benvenuti saggi dedicati a testi letterari, pratiche narrative, forme poetiche e opere drammaturgiche in cui il confine costituisca una chiave di lettura centrale, sia come spazio di conflitto e memoria, sia in relazione alla traduzione e alla poetica del confine.
Sezione speciale dedicata allo scrittore Gazmend Kapllani
La sezione speciale sarà dedicata a Gazmend Kapllani, scrittore e intellettuale di origine albanese la cui opera si è profondamente confrontata con l'esperienza dei confini balcanici e mediterranei, tra le voci più significative nel raccontare il disorientamento, l'ironia e la complessità del vivere tra le frontiere. Nato in Albania ed emigrato in Grecia negli anni Novanta, Kapllani ha trasformato l’attraversamento o del confine in un elemento fondante della sua scrittura, facendone la base di una visione letteraria e politica.
Nei suoi romanzi e saggi (scritti in greco e albanese) il confine emerge come un luogo di paura e violenza, e insieme come spazio di trasformazione, reinvenzione di sé e interrogazione critica delle identità nazionali. La sua scrittura sfida consapevolmente i miti dell’omogeneità culturale ed esplora le tensioni tra memoria e oblio, lingua madre e lingua d'adozione, appartenenza e marginalità.
La sezione a lui dedicata accoglie contributi che affrontino il suo pensiero attraverso prospettive quali:
- Analisi tematiche e stilistiche della sua narrativa e della sua saggistica;
- Il confine balcanico e mediterraneo come spazio simbolico;
- Scrittura, autobiografia e testimonianza;
- Lingua, autotraduzione e translinguismo;
- Rappresentazioni dell'alterità e costruzione del nemico;
- Memoria post-comunista e narrazioni della migrazione;
- Kapllani nel contesto della letteratura europea contemporanea della migrazione.
Aree orientative di interesse
Il numero accoglie inoltre contributi teorici e analitici che affrontino uno o più dei seguenti temi:
- Prospettive teoriche e geografie del confine
Questa prima area invita a riflettere sulle genealogie concettuali e sugli sviluppi metodologici che definiscono i Border Studies nella critica letteraria, esplorando le nozioni di confine, frontiera, soglia e liminalità. In questo quadro teorico, il confine viene indagato come dispositivo biopolitico e narrativo, stimolando approcci comparativi e transnazionali in dialogo con gli studi postcoloniali, della diaspora e della mobilità globale. Con un focus sulle rappresentazioni letterarie dei confini europei, e un particolare riferimento ai Balcani, al Mediterraneo e all'Europa orientale, e sulle rotte migratorie marittime e le letterature delle zone di frontiera, la riflessione si estende anche ai confini interni, alle metropoli globali e alla narrazione contemporanea degli spazi di transito, come campi, hotspot e centri di detenzione.
- Confini linguistici, traduzione e scritture translingui
La seconda linea di ricerca si concentra sulla dimensione linguistica del confine, inteso come barriera e spazio di negoziazione identitaria. Si sollecitano contributi dedicati alle pratiche di scrittura in lingua adottata, al plurilinguismo e all'ibridazione linguistica, in cui traduzione e autotraduzione diventano forme di attraversamento della frontiera. Questo orientamento approfondisce come la scelta della lingua e le politiche linguistiche riflettano dinamiche di potere simbolico, trasformando il testo letterario in un terreno di ridefinizione del sé nei contesti migratori e diasporici.
- Soggettività, identità e l'esperienza del limite
Questo ambito esplora la relazione tra le frontiere geopolitiche o simboliche e la costruzione delle soggettività contemporanee. L'indirizzo accoglie ricerche sulle identità diasporiche e sulle appartenenze multiple, estendendo il concetto di confine alle sfere del genere, della sessualità, del corpo e della razzializzazione. Attraverso le lenti della memoria, del trauma e della postmemoria, vogliamo esaminare le narrazioni dell'esilio e della condizione di apolide, interrogandosi su come la letteratura dia voce alla frattura identitaria prodotta dall'incontro con il limite.
- Forme narrative, frontiere mediali e immaginario politico
L'ultima macro-area indaga le intersezioni tra letteratura, arti visive e media digitali, promuovendo l'analisi di forme narrative ibride e sperimentali, dalla scrittura web e transmediale al romanzo e racconto grafico. In questo filone si inseriscono anche le scritture documentarie, testimoniali e di reportage. Sul piano dell'immaginario politico, vorremmo accogliere studi sulle rappresentazioni di muri, barriere e sistemi di sorveglianza, aprendosi alle distopie del confine, al legame tra frontiere e crisi climatica e alla capacità della letteratura di decostruire i meccanismi di controllo e immaginare comunità rinnovate.
Bibliografia di riferimento
Sui Border Studies
Agnew, J. (2008). Borders on the mind: re-framing border thinking. «Ethics & Global Politics», 1(4), 175–191. https://doi.org/10.3402/egp.v1i4.1892
Alcoff, L. M., Hames-García, M., Mohanty, S. P. und Moya, P. M. L. (Hg.), Identity Politics Reconsidered, Palgrave Macmillan US, New York.
Anzaldúa, G. (2022). Terre di confine. La frontera. La nuova mestiza. Edizioni Black Coffee. (Prima pubblicazione Borderlands/La Frontera: The New Mestiza 1987).
Bhabha, H.K. (2004). The Location of Culture. Routledge.
Baasner, F., Wertheimer, J. (2014) Grenzen, Nomos.
Hofmann, B. und Mueller, M. (Hg.), Performing ethnicity, performing gender: Transcultural perspectives, Routledge research in cultural and media studies 91, Routledge, New York.
Weber, F., Wille, C., Caesar, B. und Hollstegge, J. (Hg.), Geographien der Grenze, Springer VS, Wiesbaden, S. 287-300.
McClennen, S. A. (2004) The Dialectics of Exile: Nation, Time, Language, and Space in Hispanic Literatures. Purdue University Press.
Moretti, F. (1997). Atlante del romanzo europeo: 1800-1900. Einaudi.
Rosello, M. (2002). Postcolonial Hospitality: The Immigrant as Guest. Stanford University Press.
Schimanski, J. & Wolfe, S. (eds). (2017). Border Aesthetics: Concepts and Intersections. Berghahn Books.
Tlostanova, M., Thapar-Björkert, S. und Koobak, R. (2016). Border thinking and disidentification: Postcolonial and postsocialist feminist dialogues. «Feminist Theory», Vol. 17 Nr. 2 (211-228).
Waghid, Z., Hibbert, L. (2018). Advancing border thinking through defamiliarisation in uncovering the darker side of coloniality and modernity in South African higher education. SAJHE, Vol. 32 Nr. 4 (263-283).
Westphal, G. (2011). Geocriticism: Real and Fictional Spaces. Palgrave Macmillan.
Woons, M. und Weier, S. (Hg.), Critical epistemologies of global politics, E-International Relations, Bristol, England.
Fondamenti teorici e sociolinguistici
Canagarajah, S. (2013). Translingual practice: Global Englishes and cosmopolitan relations. Routledge.
García, O. (2009). Bilingual education in the 21st century: A global perspective. Wiley-Blackwell.
García, O., & Wei, L. (2014). Translanguaging: Language, bilingualism and education. Palgrave Pivot.
Glissant, É. (2007). Poetica della relazione. Quodlibet. (Poétique de la Relation 1990).
Simondon, G. (2020). L'individuazione alla luce delle nozioni di forma e di informazione. Mimesis. (L'individuation à la lumière des notions de forme et d'information 1958).
Li Wei. (2020). Multilingualism and translanguaging. In J. Dam & H. Knudsen (Eds.), The Routledge Handbook of Translation and Education (236–248). Routledge.
Wallerstein, I. (1974) The Modern World-System: Capitalist Agriculture and the Origins of the European World-Economy in the Sixteenth Century. Academic Press, New York.
Su translinguismo letterario, letteratura transculturale e letteratura di provenienza albanese
Comberiati, D. (2010). Scrivere nella lingua dell'altro: La letteratura degli immigrati in Italia (1989-2007). Peter Lang.
Comberiati, D. & Bond, E. (eds). (2013). Il confine liquido. Rapporti letterari e interculturali fra Italia e Albania. Besa.
Comberiati, D. & Mengozzi, C. (eds). (2023). Storie condivise nell’Italia contemporanea. Narrazioni e performance transculturali. Carocci.
Del Zoppo, P. (2021). ‘Una traduzione senza testo originale’. La poesia come autotraduzione continua, in «Testo a fronte» 64–65 (2021) (55–85).
Del Zoppo, P. (2022). Un dialogo alla fine del mondo. Limine, generatività, memoria nella poetica di Hilde Domin. Del Vecchio Editore.
Di Gianvito, S. (2015). In balia delle dimore ignote: La poesia di Gëzim Hajdari. Besa.
Gnisci, A. (ed). (2006). Nuovo Planetario Italiano: Geografia e antologia della letteratura della migrazione in Italia. Città Nuova.
Gnisci, A. (2003). Creolizzare l'Europa. Letteratura e migrazione. Meltemi.
Kellman, Stephen G. (2000) The Translingual Imagination. University of Nebraska Press.
Kellman, Stephen G. (2003) Switching Languages: Translingual Writers Reflect on Their Craft. University of Nebraska Press.
Mengozzi, C. (2021). Narrazioni contese. Vent’anni di scritture italiane della migrazione. Carocci.
Moll, N. (2015). L'infinito sotto casa. Letteratura e transculturalità nell’Italia contemporanea. Pàtron Editore.
Parati, G. (2005). Migration Italy: The Art of Talking Back in a Destination Culture. University of Toronto Press.
Pezzarossi, G., & Sangiorgi, I. (eds). (2015). Dalla letteratura di migrazione alla letteratura post-coloniale italiana. Mimesis.
Rocchi, F. M. (2021). Le prime voci dell’italofonia albanese. Artemide.
Romeo, C. (2018). Riscrivere la nazione. La letteratura italiana postcoloniale. Mondadori Education.
Sinopoli, F. (2014). Interculturalità e transnazionalità della letteratura. Bulzoni.
Generi dei contributi
Oltre ai tradizionali articoli accademici, saranno accettate le seguenti tipologie di contributo:
- Interviste ad autori e artisti;
- Testimonianze in prima persona/ oral history;
- Interventi teorici;
- Contributi comparativi e transdisciplinari.
Nel caso di queste scelte, si incoraggiano contributi provenienti da ambiti che vanno oltre gli studi letterari, inclusi la sociologia, l'antropologia, la geografia culturale e altre discipline pertinenti. Sarà prestata particolare attenzione alle prospettive internazionali e comparative.
Modalità di partecipazione e scadenze
Le proposte di contributo, della lunghezza massima di 1.500 caratteri spazi inclusi e accompagnate da una breve nota biografica di massimo 500 caratteri, dovranno essere inviate entro il 30 agosto 2026 ai seguenti indirizzi email:
paola.delzoppo@uniurb.it; fabio.rocchi@unitir.edu.al
L’esito della selezione sarà comunicato alle autrici e agli autori entro il 15 settembre 2026.
Gli articoli accettati, che potranno essere redatti in italiano, francese, tedesco o inglese, dovranno poi essere consegnati entro il 30 gennaio 2027
In un momento storico in cui le frontiere tornano a essere luoghi di tensione e conflitto, ma anche spazi di creatività e resistenza, questo numero di Scritture Migranti guarda alla letteratura contemporanea come a un laboratorio critico, capace di ripensare il mondo a partire dalle sue soglie. In costante dialogo con le pratiche letterarie, i Border Studies intendono il confine non come una semplice linea di demarcazione, ma come uno spazio dinamico di relazione, traduzione e trasformazione. Esplorando opere, poetiche e scritture che abitano e attraversano le frontiere, il volume aspira a contribuire a una riflessione collettiva sulle forme contemporanee di appartenenza e alterità e le loro implicazioni politiche, offrendo strumenti teorici e critici per comprendere le sfide culturali del nostro presente.