«Mangiata viva dagli occhi degli altri» (Chadia 2020)

Misoginia e trap femminile

Autori

  • Luciana Manca Independent Researcher

DOI:

https://doi.org/10.6092/issn.2035-7141/23789

Parole chiave:

Rap, Trap, Genere, Femminismo, Empowerment

Abstract

Il tema della misoginia è cruciale nei testi della musica trap sia italiana che d’oltreoceano, al pari di altri topoi quali l’autocelebrazione e la venerazione di consumismo, oggetti di lusso e sostanze stupefacenti. Il presente articolo si propone di analizzare come le artiste donne nel rap e nella trap italiana abbiano reagito e reagiscano a questo contenuto controverso, sia a livello testuale, sia nell’immagine che veicolano di sé stesse e di altre donne nei videoclip. Dopo un’analisi relativa alle poche donne presenti nella scena rap negli anni Novanta e nel primo decennio del Duemila, sono state analizzate le “barre” di alcune autrici degli ultimi quindici anni. La selezione, avvenuta in base al numero di visualizzazioni su YouTube, ha rivelato come la costante autocelebrativa, presente anche nella trap femminile, risponda allo stereotipo di misoginia maschile. Sono state prese in esame alcune autrici appartenenti al mainstream con almeno un brano che supera i venti milioni di visualizzazioni (Madame, Chadia e Anna), artiste che hanno superato i dieci milioni di visualizzazioni (Big Mama, Beba e Myss Keta) e personalità meno note ma influenti sulla scena nazionale (Priestess, Comagatte, Ele A, Tokyo, Shark). Sono emerse da un lato forme di adeguamento inerte agli stereotipi patriarcali, dall’altro opposizioni attive, talvolta mediate da dinamiche di sorellanza. L’ipersessualità e l’oggettivazione del proprio corpo è espressione di autodeterminazione, ma anche indicatore di una potenziale disfatta personale, in una complessa negoziazione tra celebrazione di sé e autodistruzione. In alcuni casi, la reazione assume un carattere provocatorio nei confronti dei ruoli di genere tradizionali e delle disuguaglianze sociali in un’alternanza tra empowerment e vulnerabilità. Simili dinamiche psicologiche suggeriscono la complessità del percorso che le donne stanno gradualmente attraversando, con il loro recente ingresso in questo mondo musicale. Lo studio è completato da stralci di un’intervista ad una giovane rapper emergente, Ira, originaria di Napoli, che ha scelto il proprio dialetto come lingua espressiva principale, nonostante risieda a Taranto, nel quartiere periferico di Paolo VI.

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Pubblicato

2026-01-26

Come citare

Manca, Luciana. 2025. «“Mangiata Viva Dagli Occhi Degli Altri” (Chadia 2020): Misoginia E Trap Femminile». Scritture Migranti, n. 19 (gennaio). Bologna, Italy:31-59. https://doi.org/10.6092/issn.2035-7141/23789.